Complesso ex Ospedale S.Leonardo

Descrizione

La Fondazione Cassamarca ha acquistato dall’ULSS di Treviso il  complesso immobiliare denominato ex Ospedale S.Leonardo per destinarlo a sede universitaria.

 

Nell’ottobre 1999, l’inaugurazione dei corsi universitari è coincisa con la consegna della prima parte del complesso, ovvero Palazzo della Dogana, restituito alla città, insieme all’Università, dopo 700 anni.

 

Nell’area universitaria – che ha una superficie di 9.617 metri quadrati, di cui 5.965 coperti – per oltre 600 anni, aveva trovato sede l’ospedale cittadino di Santa Maria dei Battuti,  fondato dalla “scuola” dei Flagellanti o Battuti, nata  a Treviso tra il 1261 e il 1269.
Storicamente, di università a Treviso si parla già nel 1262 e nel 1318. Dai documenti esistenti, possiamo risalire ad un insediamento universitario probabilmente situato presso il convento di S. Nicolò. Vi si tenevano lezioni di legge e medicina, due insegnamenti che,  insieme alla teologia, costituivano il sommo sapere del tempo.

L’istituzione godeva inoltre di alcuni privilegi concessi da Federico d’Austria, che riguardavano la libertà di insegnamento e lo status giuridico degli studenti e degli insegnanti. Scrive il Marchesan, nel suo libro intitolato “L’Università a Treviso nei secoli XIII e XIV” del 1892: “Fu esso [lo Studio Trevigiano]…, e questo  diciamo schiettamente, una delle tante belle ed utili istituzioni  d’una fra le più gloriose epoche della storia di Treviso…”.

Il complesso dell’ex Ospedale, nella sua forma originale, consisteva in un corpo principale, nella Chiesa di Santa Croce, nell’ex Casa Bortolan e nell’edificio dell’ex Dogana, realizzato in corrispondenza del porto di Treviso alla confluenza tra Sile e Cagnan, che per la Serenissima costituiva un nodo di collegamento per i traffici commerciali in nord Europa.

La dismissione del complesso dall’originaria destinazione ospedaliera, iniziata dopo la seconda guerra mondiale, apre un nuovo significativo capitolo non solo per la storia del complesso edilizio, ma anche per quella del centro storico di Treviso.

Sono assegnati all’area differenti destinazioni d’uso e una funzione urbana innovativa  che, rinunciando all’isolamento e alla chiusura, renderà l’intero comprensorio una parte di città fruibile da tutti i cittadini.

La destinazione universitaria di parte degli edifici collocati nell’area, e in particolare del palazzo della Dogana, apre un’importante prospettiva su quella che potrà essere la futura realtà urbana del quartiere, aperta verso la città in quattro punti, in modo da poter essere attraversato dal flusso pedonale e diventare parte viva del centro storico.
La ricchezza delle destinazioni d’uso previste potrà fare così del vecchio ospedale il “Quartiere Latino” di Treviso, luogo privilegiato della vita culturale, degli scambi e degli incontri tra i giovani, scena animata durante le diverse ore del giorno da un via vai di persone che si avvicendano nelle aule di studio e di esercitazione o nei negozi tipici dei quartieri a spiccata vocazione culturale, oppure sostano attorno ai tavolini di bar e ristoranti adatti alle esigenze degli studenti, ma aperti allo scambio tra diverse fasce di età e diverse categorie di cittadini.
Gli edifici del comparto, opportunamente restaurati e ristrutturati, e solo in parte di nuova costruzione, ospitano i corsi universitari degli atenei di Padova e Venezia e i relativi uffici. Tra le particolarità del complesso universitario, occorre da segnalare che esso ospita il Santuario di Suor Bertilla, ovvero i locali dove si trova la camera nella quale morì l’umile religiosa che prestò la sua generosa opera nell’Ospedale nei primi del ‘900 e che fu proclamata Santa nel 1961. I valori universali del cristianesimo autentico vissuto da Santa Bertilla, i valori della tradizione locale, della conoscenza, della tolleranza e l’apertura al confronto con altre comunità nazionali e internazionali animeranno la vita di questa nuova cittadella, punto di riferimento per le nuove generazioni.

Fondazione Cassamarca