Chiesa di Santa Croce

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Descrizione

Lo storico edificio, inserito nel complesso di San Leonardo, è stato acquistato dall’ULSS 9 di Treviso.

 

Un tempo cappella dell’Ospedale, la Chiesa deve il suo nome alla preziosissima reliquia della Santa Croce, che qui vi era custodita, e che era stata donata nel 1451 all’Ospedale da Paolo da Sassoferrato. La reliquia veniva portata in processione il Venerdì Santo e in altre rare occasioni nel corso dell’anno.

 

Questo evento è stato immortalato in tutta la sua solennità e il suo fasto da Bartolomeo Orioli, nella grande tela recentemente salvata da un grave stato di degrado e ricollocata nella Chiesa.
Il recupero complessivo dell’edificio, è stato voluto da Fondazione Cassamarca al fine di integrare le strutture di accoglienza culturale della città, accanto alla Casa dei Carraresi, come sede di conferenze, convegni ed eventi musicali.  L’aspetto attuale della Chiesa – come recita un’iscrizione posta sopra il fonte battesimale – risale al 1739, quando fu ristrutturata dall’architetto trevigiano Ottavio Scotti.
La facciata in mattoni e pietra d’Istria, articolata in quattro pilastri corinzi su alti basamenti, è sacrificata nella sua posizione incassata tra il palazzo della Dogana e l’ala più recente dell’ospedale.
L’interno, dall’alto soffitto a vela, è arricchito da due altari marmorei, anche se dalle descrizioni storico-archivistiche risulta che in origine gli altari fossero tre.
Le orfanelle ospitate dall’ospedale potevano assistere alla S. Messa da un locale attiguo alla chiesa separato da grate, disposte due a due sui lati lunghi dell’unica navata. Il pavimento della chiesa è in marmo disposto a rombi alternando i toni del bianco e del rosa.
Il coro ligneo con i suoi stalli corre intorno ai tre lati della navata, escludendo quello occupato dall’altar maggiore, con due confessionali in contiguità con il coro.
Sulla parete sinistra, si possono ammirare due grandi tele commissionate a  Bartolomeo Orioli nel 1624: “Paolo Sassoferrato giacente in letto moribondo”, che fa la consegna della Reliquia della Santissima Croce ai Presidenti dell’Ospedale nel 1450 e “Sant’Elena ritrova la Croce”. Fanno parte del ciclo di tele anche la rappresentazione delle Sibille, che secondo la tradizione, avevano profetizzato la Passione di Cristo, tre tele collocate nella parte alta delle pareti: Cumana, Persica e Aegyptia.
L’altare in marmo nero e rosso di Verona fu fatto costruire dalla famiglia Azzalini con la pala della Vergine con i Santi Domenico e Rosa dipinta da Domenico Maggiotto.
L’altare maggiore, eseguito su disegno dello stesso Scotti, comprende un tabernacolo chiuso da una squisita grata di metallo dorato a motivi intrecciati.
Al suo interno era custodito uno sportello ligneo decorato con un Cristo in Pietà da Dario da Treviso nel 1451 la cui riscoperta destò grande emozione: dopo un sapiente restauro è stata provvisoriamente trasferito al Museo Luigi Bailo.
Sulla parete di destra è stata ricollocata la grande tela sempre dell’Orioli “Processione della reliquia della Croce” che rappresenta l’annuale processione con l’immagine della Immacolata Concezione, protettrice della Confraternita dei Battuti. Questo particolare è ripreso a sua volta anche nelle altre due grandi tele, legandole così indissolubilmente fra loro in un unico ciclo. Sopra l’ingresso principale, la cantoria lignea fa da supporto al prezioso organo meccanico costruito nel 1750 da Pietro Nacchini, uno dei capostipiti della scuola veneta organaria.
Si tratta del più antico strumento conservato a Treviso, perfettamente funzionante grazie al programma di restauri degli organi storici trevigiani sostenuto da Fondazione Cassamarca.
Il ricco patrimonio artistico presente nella è stato dato in comodato alla Fondazione che provvederà alla sua conservazione e valorizzazione all’interno del sito.
La Chiesa, dopo l’intervento di recupero strutturale e di adeguamento ed è adibita ad auditorium.

Indirizzo

Piazza della Dogana 4, Treviso

Per maggiori informazioni

Manifestazioni di interesse, proposte di acquisto, locazione o gestione condivisa possono essere rivolte direttamente agli uffici di Presidenza.

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