venerdì, 02 Ottobre 2026
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Casa dei Carraresi: inaugurazione del nuovo polo per l’arte del Novecento

Il complesso duecentesco della Casa dei Carraresi e di Ca’ dei Brittoni, dopo due anni di ripristino e valorizzazione, accoglie permanentemente oltre 200 opere della collezione, con un’importante sezione dedicata all’artista Grisha Bruskin.

Il progetto segna l’avvio di un Museo Diffuso nel cuore di Treviso, destinato a mettere in rete le storiche sedi della Fondazione.

Treviso, 2 ottobre 2026 – La Fondazione Cassamarca riapre alla città gli spazi espositivi di Casa dei Carraresi e Ca’ dei Brittoni. L’antico complesso duecentesco, oggetto di due anni di interventi di ripristino e valorizzazione, torna al centro della vita culturale trevigiana, accogliendo in oltre 2.000 mq una parte significativa dell’ampia e prestigiosa collezione artistica della Fondazione.  La riapertura inaugura un progetto di valorizzazione destinato a estendersi progressivamente alle altre sedi storiche della Fondazione Cassamarca, con l’obiettivo di costruire un vero e proprio Museo Diffuso nel cuore di Treviso. Il percorso proseguirà con l’ulteriore valorizzazione di Ca’ Spineda – già sede di una parte della collezione della Fondazione che sarà arricchita da nuove esposizioni di nature morte, icone e installazioni – e nel 2027 con l’apertura degli spazi del Monte di Pietà. A questo progetto si affianca la straordinaria donazione di quattro importanti installazioni dell’artista russo Grisha Bruskin, che ha scelto Fondazione Cassamarca per garantire una presenza permanente della sua ricerca in Italia. Due delle opere, In bilico e L’ora X, saranno esposte per la prima volta nel nostro Paese a Ca’ dei Brittoni che ospiterà anche l’Archivio Grisha Bruskin, destinato a crescere negli anni come centro di documentazione e approfondimento. L’iniziativa restituisce alla città un patrimonio artistico di rilievo internazionale, mettendo in relazione le sue architetture storiche con la ricerca artistica del Novecento e del contemporaneo.

“La riapertura di Casa dei Carraresi e Ca’ dei Brittoni rappresenta per la Fondazione Cassamarca un momento di particolare significato: significa restituire alla città un luogo di straordinario valore storico, architettonico e artistico e, al tempo stesso, rinnovare l’impegno della Fondazione nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio che le è stato affidato. Le collezioni, arricchite nel tempo anche grazie alla generosità di figure come monsignor Gino Bortolan e l’artista Grisha Bruskin, trovano oggi una nuova dimensione all’interno di questi spazi, in un dialogo tra memoria e contemporaneità. L’obiettivo è fare di questo patrimonio un bene sempre più condiviso, capace di offrire alla comunità e ai visitatori occasioni di conoscenza, di bellezza e di partecipazione, contribuendo così alla crescita culturale di Treviso” afferma Luigi Garofalo, Presidente della Fondazione Cassamarca.

 Un nuovo percorso espositivo per la collezione della Fondazione

Il percorso espositivo permanente – nato anche al prezioso apporto dei professori Silvia Burini e Giuseppe Barbieri dell’Università Ca’ Foscari di Venezia – nasce da un’accurata selezione delle numerose opere appartenenti alla Fondazione Cassamarca, acquisite nel corso del tempo e in particolare attraverso il lascito di monsignor Gino Bortolan tra cui figurano opere di Baj, Cagli, Fontana, Manzoni, Plessi per citarne alcuni, con particolare attenzione agli artisti del contesto veneto come Vedova, Tancredi, Santomaso, Saetti, Zoran Mušič e Pizzinato.

 La scelta curatoriale supera un ordinamento rigidamente cronologico, privilegiando invece un dialogo tra forme, colori, linguaggi e sensibilità artistiche, anche attraverso un’attenta definizione delle pareti e del sistema di illuminazione. Come afferma Silvia Burini: “insieme a Giuseppe Barbieri abbiamo concepito la riapertura di Casa dei Carraresi e Ca’ Brittoni non semplicemente come un riallestimento, ma come l’avvio di un processo dinamico: il primo tassello di un Museo Diffuso destinato a connettere il patrimonio e le sedi storiche della Fondazione Cassamarca nel cuore di Treviso. La nostra scelta curatoriale ha voluto superare la rigidità della cronologia per costruire un percorso libero e aperto attorno ai tre grandi nodi di Spazi, Forme e Figure. Volevamo che la rilevante collezione del Novecento dialogasse in modo diretto e imprevisto con gli ambienti medievali, creando risonanze tra la memoria del luogo e la ricerca contemporanea – come dimostra in modo emblematico lo straordinario dialogo con le grandi installazioni di Grisha Bruskin. È un invito al pubblico a smarrire la linearità dello sguardo per ritrovare la complessità e la fecondità dei linguaggi artistici del nostro tempo.” Il visitatore è invitato dunque a muovere liberamente lo sguardo, cogliendo analogie e corrispondenze tra opere diverse e avvicinandosi, attraverso un percorso non necessariamente lineare, al linguaggio di un’arte moderna ricca di sperimentazioni e interrelazioni.

Come afferma il co-curatore Giuseppe Barbieri, “è stato costruito un dialogo esemplare tra diversi interlocutori: gli spazi medievali dei due edifici, i colori delle pareti interne, il gioco delle luci, decine e decine di dipinti, disegni, le sculture di Bruskin. Il risultato è la possibilità per il visitatore di muoversi con grande libertà, ricevendo spunti e domande che lo interrogano su tanti registri della nostra comune esperienza: il senso del tempo, le forme dello è nello spazio, le radici di una civiltà, i pericoli e le fascinazioni della storia.” Il percorso attraversa i grandi ambiti della ricerca artistica del XX secolo e si articola in tre macro-sezioni – Spazi, Forme e Figure – che esplorano le trasformazioni radicali nella rappresentazione del paesaggio urbano e rurale (Spazi) e della figura umana (Figure), all’interno di una complessiva ridefinizione dei linguaggi visivi e percettivi della modernità (Forme).

Ad affiancare la collezione principale, una serie di sale sarà destinata ad approfondimenti tematici, che prendono avvio con una preziosa selezione di disegni di Tancredi Parmeggiani e focus dedicati al Dante Illustrato, ai Segni Zodiacali e al Volto femminile, tesi a valorizzare i fecondi intrecci tra arte visiva, letteratura e cultura popolare.

Un dialogo internazionale: la donazione Grisha Bruskin

La dimensione internazionale del progetto trova la sua massima espressione nell’ala di Cà dei Brittoni, dove l’architettura e le decorazioni parietali medievali accolgono la produzione del celebre artista di origine russa Grisha Bruskin. Grazie alla sua generosa donazione alla Fondazione Cassamarca, è offerta al pubblico l’opportunità di ammirare la ricerca dell’Artista già presente nelle collezioni di prestigiosi musei internazionali.

 

Riuniti sotto il titolo Sull’orlo del tempo, scelto dallo stesso artista, i quattro grandi cicli plastici: La vita è ovunque, In bilico, L’universo sul tavolo e L’ora X riflettono su alcuni dei temi ricorrenti del suo lavoro: la memoria, la trasformazione dei sistemi di potere, la fragilità dell’esistenza, il mito del nemico e il rapporto tra passato e futuro. Due delle installazioni, In bilico e L’ora X, vengono esposte per la prima volta in Italia. Lo stesso artista ha partecipato alla definizione del display, curando in particolare la disposizione delle opere e l’illuminazione, per costruire un’esperienza di forte intensità visiva e drammatica. La presenza di Bruskin dialoga con le decorazioni storiche di Cà dei Brittoni, in un confronto tra temporalità lontane e differenti forme di rappresentazione della memoria, della mitologia e delle passioni umane. Negli spazi adiacenti a Ca’ dei Brittoni troverà inoltre sede permanente l’Archivio Grisha Bruskin, importante punto di riferimento scientifico a disposizione di studiosi e visitatori.

Verso un Museo Diffuso: il patrimonio storico e artistico nel cuore di Treviso

La riapertura di Casa dei Carraresi e Ca’ dei Brittoni segna l’avvio di un progetto più ampio: la creazione di un Museo Diffuso che collegherà progressivamente le tre sedi storiche della Fondazione Cassamarca in un unico itinerario culturale nel cuore di Treviso. Il percorso proseguirà con Ca’ Spineda (dicembre 2026), dove sono già visibili opere dedicate ai paesaggi tra XIX e XX secolo e una selezione di ritratti, e con il Monte di Pietà, custode di importanti arredi artistici la cui riapertura è prevista nel 2027. Un sistema di luoghi e collezioni che metterà in dialogo architetture storiche, patrimonio artistico e linguaggi della modernità e della contemporaneità. L’iniziativa intende così restituire alla collettività un patrimonio di grande rilevanza, rafforzando il ruolo di Treviso come centro culturale e luogo d’incontro tra patrimonio storico, ricerca artistica e dimensione internazionale.

 

Apertura Casa dei Carraresi e Ca’ dei Brittoni

Venerdì 2 ottobre 2026

Via Palestro 33/35 – 31100 Treviso

 

ore 10-13, Anteprima stampa

ore 17, Apertura al pubblico

ore 18, Saluti Istituzionali e presentazione delle sale

 

Orari:

da martedì a giovedì: dalle 15.30 alle 18.30 (ultimo ingresso, chiusura ore 19.30)

venerdì, sabato e domenica: dalle 11 alle 18.30 (ultimo ingresso, chiusura ore 19.30)

lunedì: chiuso

 


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